domenica, febbraio 19, 2017

Il motore del 2000

Dopo 12 anni e oltre 241 mila chilometri il Doblò mi ha abbandonato definitivamente giovedì scorso. Con lui ho viaggiato in lungo e in largo per il nostro bel paese e non solo, il motore ha detto ciao ciao e recuperarlo sarebbe una perdita di denaro, così ora mi dovrò addentrare in terreno che ho sfiorato più volte, ma intrapreso davvero mai.

Scegliere una macchina non è una cosa facile perché le variabili (oltre alle disponibilità finanziarie) sono tante, e a volte le proprie preferenze collidono con altre esigenze e fanno sì che si rinunci a qualcosa per ottenere il mezzo giusto; ad esempio a me piacerebbe tantissimo poter acquistare un'auto con motore ibrido, ma l'unica casa produttrice non ha mezzi che soddisfino altre mie esigenze (una delle quali imprescindibile). Un peccato perché con l'effetto serra, la tropicalizzazione del Mare Mediterraneo e il crescente inquinamento, l'ibrido è forse la soluzione migliore per poter transitare, in futuro, ad un sistema di mezzi privati e pubblici completamente a emissioni zero.

Un mondo dove tutto è ad energia elettrica, magari prodotta senza l'utilizzo di combustibili fossili, è sicuramente ancora lontano, ma non si può pensare che il tutto si possa ottenere da un giorno con l'altro, senza passare da degli stadi intermedi: c'è chi è partito direttamente con lo sviluppo e la produzione di mezzi completamente elettrici, ma al di là di alcune difficoltà tecnologiche, il rischio di rimanere senza alimentazione durante il viaggio è ancora alto, in quanto mancano infrastrutture adeguate a ricaricare le tue batterie, soprattutto se ti ritrovi al di fuori di un grande centro o solo se usi strade "alternative e panoramiche".

L'ibrido, secondo me, è un primo (anzi un secondo) passo verso questa "rivoluzione", ed è un vero peccato che ad impegnarsi in questo senso sia soltanto una casa automobilistica (per quanto grande, importante e conosciuta nel mondo): ci fossero più studi, più case, più applicazioni (non solo in senso automobilistico), l'ibrido potrebbe portarci più vicino a realizzare questo stadio dell'evoluzione e ci garantirebbe un'enorme risparmio in termini di CO2 emessa, riducendo quindi l'effetto serra e tutti gli stravolgimenti climatici che stiamo vivendo sulla nostra pelle. Ci sono altri progetti interessanti (la batteria fuel cell, ad esempio), ma che mi sembrano più tentativi senza un vero seguito che delle reali prospettive con possibilità industriali, un qualcosa per dire "ci stiamo provando" ma senza realmente crederci.

Non mi dispiacerebbe affatto, anzi probabilmente sarei il primo acquirente di un Doblò con motore ibrido, se esistesse...

domenica, gennaio 29, 2017

Battaglie in altri mondi

Domenica scorsa sono stato impegnato, assieme ad alcuni amici, in un grande evento, una grande battaglia a Dystopian Wars, un gioco edito e prodotto dalla Spartan Games, un'azienda inglese dedita ai wargames tridimensionali di stampo fantastico.

Il mondo alternativo in cui il gioco è ambientato è una versione steampunk del nostro mondo; in breve, grazie alla scoperta di un nuovo elemento chimico, lo Sturginium, in grado di creare un'enorme quantità di energia (e non solo), permette alla rivoluzione industriale di fare passi da gigante e creare macchine meravigliose e mai pensate prima (come enormi dirigibili-portaerei, robot a forma di calamari giganti e mezzi terresti su zampe da ragno); a questo si aggiunge la prematura scomparsa di Napoleone Bonaparte e la non-conquista dell'Europa da parte del Generale della Repubblica, una riunificazione dell'impero prussiano più rapida (gli austroungarici completamente indeboliti cedono praticamente senza combattere), ed altri dettagli che cambiano (niente unità d'Italia, per dirne una).

Ci sono due regole fondamentali che rendono questo gioco interessante: la prima è il turno alternato composito, ossia un giocatore attiva una sua unità (la muove, spara ed eventualmente abborda), dopodiché il suo avversario ne attiva una propria, e via così fino ad esaurire tutte le unità prima di cominciare un nuovo turno; un meccanismo simile a quello degli scacchi che introduce la necessità di dare delle priorità ed organizzare l'ordine di attacco in modo preventivo, tenendo conto anche delle mosse dell'avversario. L'altro meccanismo importante è il dado esplosivo, ossia la possibilità di tirare un dado aggiuntivo per ogni 6 che ottieni al primo lancio; se ottieni altri 6, tiri altri dadi, e così via finché non si esauriscono i tiri di dado. Questo significa che una squadra di piccole navi ha la possibilità di danneggiare un grosso dirigibile-portaerei, il che rende ogni battaglia imprevedibile (ed è un po' il bello di questo gioco)

Per la mia forza distopica ho scelto di difendere i colori della nostra nazione, che in questo mondo è presente come una forte alleanza tra i vari stati preunitari (la fazione si chiama Lega degli Stati Italiani, che riprende la stessa lega formatasi tra i principi rinascimentali dopo la firma della pace di Lodi), in cui quattro tra i "principi" dominano la scena politica e ne decidono le sorti nel mezzo di una guerra mondiale; ovviamente non tutto fila liscio all'interno dell'alleanza, oltre a temere il ritorno in patria di Garibaldi (sì, proprio lui, l'eroe dei due mondi). Ho scelto gli italiani perché sono italiano, e poi perché i modelli sono davvero belli.

Al termine della battaglia abbiamo perso, ma è stata una giornata divertentissima e sicuramente ripeteremo nel prossimo futuro.


domenica, gennaio 15, 2017

Visioni da Grande Schermo

Con l'arrivo delle festività natalizie l'offerta di proiezioni come di consueto si è arricchita e variegata, tra cinepanettoni, film comici di dubbio gusto, film d'animazione vari e altra "mercanzia" tra cui scegliere cosa godersi comodi comodi su una poltrona di un buon cinema; nel mio piccolo ne ho visti tre:

- Rogue One: Come dice nel titolo "una storia di guerre stellari", una storia fatta da nuovi protagonisti, che si inserisce tra gli episodi 3 e 4 della saga creata da George Lucas, una storia ben costruita e piacevole da seguire, soprattutto se si è un fan dell'universo dei Jedi. Personalmente mi è piaciuto molto, sono uscito dal cinema soddisfatto sia perché ci sono alcune risposte a domande quasi quarantennali, sia perché si ha qualche prospettiva non esattamente positiva sulla ribellione. Spiace un po' per il finale, ma è del tutto coerente con la storia generale della saga. 4 Stelle

- Oceania: La Disney sceglie di raccontare una storia diversa dal solito, fatta d'avventura traendo ispirazione dalla mitologia polinesiana. Vaiana (o Moana in originale) viene scelta dall'Oceano per ritrovare il semidio Maui e restituire il cuore a Te Fiti così da evitare che l'oscurità invada tutto l'oceano. Film movimentato e divertente, con qualche canzone nel più classico stile Disney ma senza la grande storia d'amore, e con molte situazioni divertenti. 4 Stelle

- Sing: Ultimo film di questa carrellata, nasce da un'idea interessante dei creatori di "Cattivissimo Me": in una città di animali antropomorfi (lo stile di Zootropolis ha preso piede) un koala, impresario teatrale, per rilanciare le fortune del suo teatro in difficoltà si lancia nell'organizzazione di un talent show canoro. Tra storie diverse che s'intrecciano, alcune gag e momenti di riflessione, alla fine si esce soddisfatti, nonostante un finale piuttosto scontato. 3 Stelle


domenica, gennaio 08, 2017

Another Begin: Again...

Il tempo passa inesorabile e di tempo dall'ultima volta ne è passato parecchio. Non è la prima volta che riprendo in mano questo diario, con la buona intenzione di andare avanti e scrivere quello che mi passa nella testa su quello che vedo, sento o leggo. Un po' mi sento in colpa, anche perché avrei voluto scrivere di vari argomenti (dal referendum costituzionale al film di Warcraft, dal passaggio agli Stati Uniti di Caruana ai grattacieli di CityLife) e che per cattiva abitudine o pigrizia non ho mai affrontato; ovviamente in questi 3 anni il mio mondo si è modificato, anche se sono cambiate solo piccole cose. Ho smesso di fare il pendolare ed ora lavoro in una grande azienda informatica, qui nella cittadina di campagna, che questa primavera andrà alle urne per scegliere un nuovo sindaco.

Il 2016 si può definire sotto tutti i punti di vista un anno horribilis, con pochissime gioie (tipo uno scudetto ed una coppa italia della mia Olimpia) e tantissimi dolori che non intendo ripercorrere. È stato un anno duro e fastidioso che ha presentato molti momenti difficili e che probabilmente avrà uno strascico all'inizio di questo 2017...

Il 2017: un anno che non può essere peggiore del suo predecessore, anche se il suo inizio sembrerà brutto e complicato, ma spero che col proseguio le cose migliorino. Già la rottamazione delle cartelle Equitalia sarà una piccola mano al mio C/C (che si lamenta continuamente del suo indiscriminato uso), il resto sta a me; riprenderò a giocare a scacchi in maniera più seria (cosa che finora non ho fatto), oltre che ai wargames e ai giochi di cui sono da sempre appassionato, e un sacco di altre cose che per un motivo o per l'altro ho un po' messo da parte.

Ad esempio questo diario, con la quale intendo impormi di scrivere un "pezzo" ogni domenica, un appuntamento fisso nel quale prendo uno spunto e do la possibilità ai miei pensieri di andare, ancora una volta, in libera uscita

mercoledì, novembre 27, 2013

Un Nuovo Inizio

Ebbene sì, è passato più di un anno dall’ultima volta che ho scritto qualcosa su questo diario. Ancora una volta i buoni propositi sono caduti nel vuoto, disattesi, ancora una volta mi sono fatto trascinare dagli eventi e non mi sono occupato di questo spazio per me, in qualche modo, importante; ed è stato un anno pieno di avvenimenti, di cose da raccontare, di pensieri… ma anche di cambiamenti, di decisioni e di sacrifici.
Anzitutto, dopo 38 anni di vita, ho abbandonato la Metropoli Nebbiosa e mi sono trasferito a Lodi, chiudendo così un coinquilinato durato 12 anni, un cambio radicale motivato dal voler vivere assieme alla mia metà in una casa che fosse tutta nostra. La scelta è ricaduta sulla piccola città spersa nella campagna (?) lombarda perché è ben collegata a Milano, il prezzo medio degli affitti è abbordabile, ma soprattutto sono più vicino alla casa di mio padre, nel caso avesse bisogno di aiuto. Non ho risentito ancora del cambiamento, sarà perché il mio interesse è ancora puntato verso quell’agglomerato urbano che mi ha visto nascere e crescere, sarà che in fondo non sono ancora così distante da perderne totalmente il ritmo e le tracce, sarà che comunque a Milano per qualche motivo ci devo sempre andare e il suo tocco rimane sempre con me, anche se di striscio, anche se di sfuggita. Poi, da grande amante dei gatti qual sono, ho fatto il volontario in un canile, ad aiutare la mia metà ad accudire e curare quei quattro zampe non troppo fortunati; è stata un’esperienza formativa che mi ha dato molto, a cominciare dal superare una mia (piccola) paura nei confronti dei cani: Per fortuna (dei cani soprattutto) i nostri amici sono stati trasferiti a Modena in una struttura molto più accogliente, seppur sempre un canile, e io e la mia metà siamo alla ricerca di un altro canile in cui prestare servizio.Poi ci sarebbe da parlare delle Frecce Tricolori viste a Jesolo, dell’Adunanza, di Caruana, dell’Olimpia, della situazione politica al limite del ridicolo, e di altre mille cose… sarà il caso di arrotolare bene le maniche e rimettersi al lavoro su questo diario.

domenica, novembre 04, 2012

Ritorno alle 64 case

Ci sono passioni che nascono, le segui per un po', si assopiscono, ogni tanto si fanno rivedere ma non le prendi mai realmente in considerazione, e poi un giorno ritornano con tutta la forza che avevano allora, quando si erano presentate per la prima volta: merito di una notizia, di un personaggio, di un evento, a volte solo di un cartellone appiccicato per strada, o una vetrina in cui qualcosa richiama quell'attività a cui hai dedicato giorni, mesi, a volte anni, e che per i più svariati motivi hai lasciato perdere; a volte è solo un pensiero, una curiosità, una voglia di sapere come sta andando quel mondo che si è vissuto per qualche tempo, e ci si rimane nuovamente invischiati. Ed è proprio per curiosità che mi sono riavvicinato ad una vecchia passione, gli scacchi.

La prima volta è successa fin troppo tempo fa, ad una festa dei Navigli, una dimostrazione di gioco da parte di un maestro della S.S. Milanese, la scoperta di un luogo dove poter praticare uno dei più affascinanti ed antichi giochi, la passione che cresce, la partecipazione ad un torneo, le persone conosciute e le partite... poi la mia frequenza si è affievolita, ho smesso, ho avuto altri pensieri ed altre passioni, però ogni tanto ci tornavo, ogni tanto coglievo l'occasione di una partita (ultimamente contro il MacMini), ma tutto finiva lì, senza alcun ritorno per una fiamma non estinta, ma che rimaneva a covare sotto le ceneri; fiamma che ora si è ravvivata, ed anche se non è ancora forte , anche se è soltanto un piccolo lembo arancione, porta ad informarsi, a seguire, a pensare di rimettersi "in forma" e riprovare ad assaporare quelle sensazioni vissute tanto tempo fa.

A scatenare la scintilla? La scoperta di un Italiano tra i primi nel mondo, scelto dal Presidente della FIDE (la federazione internazionale degli scacchi), per partecipare ad una serie di tornei che qualificano per il Torneo dei Candidati del 2014, ossia per avere la possibilità di sfidare il Campione del Mondo per il titolo! Campione del mondo che potrebbe non essere l'indiano Anand, appena riconfermatosi questa primavera, in quanto già il prossimo anno è previsto un Torneo dei Candidati (a Londra, marzo 2013) ed una sfida mondiale intorno a Novembre 2013. Un Italiano che ha soltanto 20 anni, in rapida ascesa nelle classifiche (5° nella lista Elo di Novembre) e che ormai staziona ai più alti livelli degli scacchi mondiali: Fabiano Caruana.

L'Italiano d'america (nato a Miami da mamma Italiana e padre italo-americano) è la punta di diamante del movimento scacchistico Italiano e potrebbe portare l'attenzione della gente ad uno sport che ti obbliga a pensare, a spremere le meningi, a comprendere la tattica, a vagliare soluzioni ed applicare quella che si ritiene la migliore; già un po' di attenzione, quantomeno per gli appassionati, l'ha calamitata con le sue vittorie e le sue partecipazioni ai tornei più prestigiosi. Altra attenzione la calamiterà se, primo tra gli italiani, si qualificherà per il Torneo dei Candidati, impresa che è alla sua portata e che comincerà in Uzbekistan nel secondo torneo del Gran Prix (dal 21 Novembre al 5 Dicembre).

Nel frattempo mi è ripreso il ghiribizzo degli scacchi, con l'idea di tesserarmi alla federazione e giocare qualche torneo... Non sono sicuro, rimettersi in pista vuol dire sacrificare tempo ed energie allo studio del gioco, alle aperture, ai finali, ad analizzare partite e partite per imparare dagli errori (i propri e quelli altrui), non so se ho la possibilità di dedicarmici come si dovrebbe, per cui per il momento rimango a guardare, tifando per il nostro Caruana.

mercoledì, febbraio 29, 2012

Ebb and flow

Erano mesi che cercavo il momento per scrivere un articolo sul mio sport preferito, alla ricerca di un appiglio, un punto fermo su cui poggiarmi per dare il giusto avvio ad un discorso, ma un po' gli eventi, un po' la pigrizia, un po' l'instabilità di questa squadra mi hanno portato a scrivere ora, a 8 mesi (e passa) di distanza.
Stasera l'Olimpia ha concluso la sua esperienza europea sconfiggendo i turchi dell'Ulker sul parquet amico del Forum, dando soprattutto una dimostrazione di gioco e coesione che finora si era vista soltanto in piccole dosi sparse per tutta la stagione; vittoria inutile dal punto di vista della classifica e del passaggio ai quarti di finale per l'Eurolega, utile per quanto riguarda il gruppo, il gioco espresso e sostanzialmente la chimica di questa squadra, che dopo tanto penare sembra finalmente aver trovato la sua dimensione. Bisogna dire che di sconvolgimenti ce ne sono stati, a cominciare dall'arrivo di giocatori di primo piano come Fotsis, Cook e Nicholas, oltre che un allenatore di fama come Scariolo, il ritorno a tempo determinato di Gallinari, la costruzione di una squadra organica nei suoi elementi e piena di talento e classe, ma questo può solo parzialmente giustificare il continuo altalenare tra vittorie convincenti ed inusitate sconfitte, come quella contro il Partizan Belgrado lasciandosi recuperare ben 21 punti di scarto; purtroppo in tutti questi mesi di stagione l'Olimpia ha continuato ad alternare momenti di grande classe ad altri in cui sembrava composta da gente scappata di casa e che per caso si ritrova assieme per giocare a basket, spesso anche all'interno della stessa partita, un sali e scendi di attenzione che spesso ha portato al limite della sconfitta o a rimediare una vittoria in extremis: black-out come quello citato sopra sono un problema soprattutto di testa, di concentrazione che se ne va a donnine di facili costumi, prima ancora che tecnico.
Ma la partita di stasera è un bel segnale in positivo, la testa era ben dentro il gioco, mentalmente non abbiamo mollato mai, e per quanto la vittoria fosse fine a se stessa l'abbiamo comunque portata a casa, ed anche con un bel risultato, a dimostrazione che con un filo in più di impegno avremmo anche potuto ottenere la qualificazione ai quarti e la possibilità (remota) di staccare un biglietto per Istambul; ora l'obiettivo è il campionato, in cui possiamo arrivare a giocare una finale equilibrata, anche perché la grande dominatrice di questi anni fa un po' meno paura.

venerdì, giugno 10, 2011

Ricorrenze

Envy will hurt itself
Let yourself be beautiful
Sparkling love, flowers
And pearls and pretty girls
Love is like an energy
Rushin' rushin' inside of me

The power of love
A force from above
Cleaning my soul
Flame on burn desire
Love with tongues of fire
Burns the soul
Make love your goal




(Tratto da The Power of Love dei Frankie Goes to Hollywood)


E anche quest'anno è passato...

Un Atomo da Paura

Qualche giorno fa, sfogliando il sito del Corriere, mi sono imbattuto in una notizia molto molto interessante, e a cui non è stata data la giusta rilevanza: Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato la completa rinuncia all'energia prodotta dalle centrali nucleari tedesche (L'articolo è qui). Leggendo e cercando altre notizie su questa importante scelta, ho scoperto che anche la Svizzera ha deciso di fermare le proprie centrali nucleari, o meglio di esaurirne il ciclo produttivo e non rinnovarne gli impianti, decretando di fatto il loro spegnimento.

Quello sul nucleare è un dibattito che per molto tempo non ci ha riguardato e che invece è tornato in auge negl'ultimi tempi, a causa della scelta del nostro illuminato governo di tornare a guardare all'atomo come fonte di energia; decisione che il popolo italiano (o almeno una parte) ha contestato e contesta tutt'ora, e per la quale è stato indetto un referendum (a cui si andrà a votare domenica e lunedì prossimi);
Devo dire che 3 anni fa, quando il Presidente Operaio aggiunse la costruzione di nuove centrali nel suo programma elettorale, l'idea non mi sembrava malvagia... D'altra parte dalla scissione dei nuclei si può ottenere una quantità spaventosa di energia, il che avrebbe significato la possibilità di non ritrovarsi al buio perché in Francia (primo "importatore") c'è stato un problema alla rete di distribuzione, e con impianti nuovi il rischio di incidenti, perdite o inquinamento radioattivo sarebbe stato minimo se non nullo... peccato che mi fossi dimenticato del 1986, e delle conseguenze che il territorio attorno a Chernobyl paga ancora adesso.Conseguenze che ora pagheranno anche in Giappone, dopo il disastro di Fukushima, dopo un terremoto di proporzioni inaudite (8.9 della scala richter)

Ora, sicuramente le proteste e le manifestazioni anti-nucleare che hanno coinvolto tutta Europa a seguito di ciò che è accaduto in europa hanno influenzato le scelte di queste due nazioni che ci sono vicine, ma credo anche che a decidere per una svolta ci siano altri fattori, a cominciare da un forte sviluppo di tutte quelle fonti alternative da cui ricavare energia: sole, vento, maree (le centrali idroelettriche non le includo poiché vengono fin troppo utilizzate), oltre a nuove ricerche per migliorare i consumi e diminuirli mantenendo la stessa resa, oltre al non dover risolvere il problema delle scorie, il loro stoccaggio e il deposito, e i costi di manutenzione di impianti anche moderni, ma che accusano comunque l'usura del tempo; e per questo che spero che gli italiani a questo referendum si esprimano nuovamente contro il nucleare.

un ultimo appunto all'articolo del corriere: "La Germania sarà infatti la prima potenza industriale a rinunciare all'energia nucleare." A me risulta che nel 1986 fu votato un referendum che abrogò dall'Italia l'energia nucleare, e che nonostante gli impegni del Presidente Operaio ad oggi di tutta l'energia elettrica prodotta in Italia non ne derivi dall'atomo nemmeno una goccia; il che significa che il giornalista non considera la nostra nazione una potenza industriale... il che è strano, perché allora non vedo giustificazione del nostro coinvolgimento nel G8 (un tempo G7) che mi pare fosse nata come un incontro tra le nazioni Industrializzate... pregherei un po' di attenzione, quando si scrivono degli articoli

domenica, giugno 05, 2011

Titoli e Traduzioni

Da circa un paio di settimane è disponibile in tutte le librerie Piccoli Dei, traduzione del romanzo Small Gods, tredicesimo romanzo ambientato nel Mondo Disco, invenzione di quel genio della letteratura Fantasy che risponde al nome di Terry Pratchett; protagonista è Brutha, novizio della chiesa di Om, che suo malgrado si ritrova a dover fare i conti con l'incarnazione del suo Dio e a farne da portavoce, o meglio a divenire il profeta... se non fosse che Om gli si manifesta in forma di tartaruga. Da qui il romanzo (che io ho letto in lingua originale anni fa) si dipana nello stile ironico di Pratchett, andando a colpire un tema delicato come la Fede, i dogmi e le religioni, una lettura che io consiglio a tutti perché l'autore è uno dei migliori in circolazione, la storia in sé è decisamente interessante e se si legge con accortezza si possono trovare spunti di riflessione molto molto importanti (per maggori dettagli, cliccate).

Peccato che nelle librerie non lo troverete col titolo da me indicato, ma con un singolare Tartarughe Divine,  che mi ha lasciato molto perplesso: ora, capisco che il lavoro del traduttore non è dei più semplici, soprattutto quando si deve affrontare il lavoro di un "giocoliere lessicale" che per costruire la giusta ironia usa fino in fondo la propria lingua, per cui comprendo e anzi plaudo per lo sforzo chi si è prodigato a riportare se non in una traduzione letterale quantomeno in un traslato sensato l'opera del Mondo Disco, però ci sono dei limiti: e mi chiedo perché un titolo "facile" da tradurre sia stato sostituito con una pura invenzione, per quanto attinente al romanzo, e che ha un senso una volta letto; non è la prima volta che un titolo viene alterato, ma finora quando è successo, una parvenza di giustificazione l'ho sempre trovata, e poi alcune alterazioni erano necessarie, ma questa a mio avviso no. Posso capire Stelle Cadenti (Moving Pictures, Immagini in movimento) che non era traducibile in modo sensato, approvo a pieni voti Il Tristo Mietitore (Reaperman, Il Mietitore), ringrazio per Streghe all'Estero (Witches Abroad), ma sinceramente non riesco a comprendere cosa abbia spinto l'editore a scegliere un titolo completamente diverso dall'originale, soprattutto perché non vedo ne difficoltà linguistiche, ne motivazioni letterarie o commerciali.

E questa ampia libertà un po' mi spaventa per i prossimi romanzi (che mi auguro con tutto il cuore vengano tradotti e pubblicati): Quale sarà il titolo di Lord and Ladies (Signore e Signori? Dame e Gentiluomini?)? E la traduzione di Interesting Times ( Tempi interessanti? Il titolo qui è importante)? Ma soprattutto, quale sarà il titolo di uno dei capolavori di Terry Pratchett, Soul Music (Musica dell'Anima? Lo spero vivamente)? E mi fermo qui, poiché l'opera non tradotta è ancora tanta.

lunedì, maggio 30, 2011

Per Giuliano

Per Giuliano che compare giù
E Letizia non esiste più
É Giuliano che ci aiuterà
Governerà Milano, in Europa ci porterà

Odia gli stupidi,
Aiuta i deboli,
Dal PidiElle ci difenderà,
Lui si sacrifica, 
Lo sa che è l'ultima
Speranza per la sinistra

Il Centrodestra via
Dalla Milano mia
Togli le zampe o ce le lascerai
Ti spacca in quattro lui, 
Ci fa una croce su
E tu non ci sei più.

Per Giuliano che compare giù
E Letizia non esiste più
É Giuliano che ci aiuterà
Non si arrende mai è troppo forte
Non è nato ancora chi lo batterà

(Da canticchiare sulle note di Daltanius)


Aggiunta del 3 Giugno:
Passato il momento di euforia per quella che ritengo sia una svolta storica per questa città in cui sono nato, cresciuto e che attualmente mi vede tra i suoi abitanti, passiamo ad un'analisi "a mente fredda" di quello che è accaduto in questa tornata elettorale; un dato è certo, i milanesi (e più in generale, l'Italia) è stanca del centrodestra, non ne può proprio più, e lo ha dimostrato scegliendo a sindaco il candidato dell'opposizione, un uomo che è stato collocato più a sinistra del Partito Democratico, un uomo (come mi ricorda un amico emiliano) che gli stessi vertici del PD non appoggiavano fino a 6 mesi fa: un uomo che però ha convinto scendendo in piazza, parlando con la gente, ascoltando dai cittadini quali sono i problemi di questa città e promettendo delle soluzioni.


Ora è tempo di rimboccarsi le maniche, perché da fare ce ne fin troppo: spingere l'acceleratore sul Bike Sharing, creare una rete di piste ciclabili (collegando tra di loro quelle esistenti... sarebbe già un gran passo avanti), ridurre il livello di inquinamento dell'aria milanese, ma soprattutto recuperare il tempo perduto per l'Expo, che sarà fondamentale per portare Milano al pari del resto d'Europa (e magari trascinare il resto d'Italia con sé); per fortuna non dovrà occuparsi delle 2 nuove linee metropolitane, dato che in extremis è stato dato il via libera anche ai lavori della linea 4 , e quelli della linea 5 procedono a passo spedito.


In ultimo volevo ringraziare la sindachessa, per aver fatto in questi ultimi 60 giorni quello che non ha fatto in 3 anni (ossia dalla conquista dell'Expo), ha sicuramente ridato una spinta ai lavori per la città, ma un pò troppo tardi.

giovedì, maggio 19, 2011

The Wind of Change

The wind of Change
Blows straight into the face of time
Like a stormwind that will ring the freedom bell
For peace of mind
 
(Tratto da Wind of Change degli Scorpions)

Qualcosa sta cambiando. Qualcosa, in effetti, è già cambiato, anche se per essere definitivo il cambiamento deve essere confermato tra due lunedì, quando i seggi elettorali chiuderanno e si stabilirà quale sarà il vincitore della contesa per il comune di Milano. Nessuno si aspettava un risultato del genere, ossia che il candidato dell'attuale opposizione potesse essere in netto vantaggio sul sindaco uscente, ad un passo dalla vittoria, anche se, guardando i numeri non sono propenso a parlare di vittoria della sinistra, ma piuttosto di sconfitta (e anche pesante) per il centrodestra. Sconfitta che si ripercuote anche a livello dei consigli di zona, in cui la sinistra ha conquistato la maggioranza in tutte le zone, anche il centro storico, noto "fortino" del centrodestra.
 
Tenendo conto di un'affluenza alle urne sostanzialmente identica alle ultime comunali, la coalizione per Donna Letizia ha perso il 10,5% che a conti fatti risultano circa 70.000 voti, che sono andati soltanto in piccola parte verso l'altra grande coalizione che guadagna sì qualcosa, ma non molto (1,5%). Buona parte dei voti "persi" sono figli della scissione tra il Presidente Operaio e il signor Fini, oltre ad una buona percentuale di scontenti che sono confluiti sotto il simbolo del movimento creato e sostenuto da Beppe Grillo, scontenti che però arriverebbo un po' da tutte le parti: sono infatti questi 2 schieramenti a detenere la fetta maggiore dei voti che ballano, e che possono fare da ago della bilancia nel prossimo ballottaggio.
 
Di certo la campagna elettorale aggressiva (con lo "scoop" del faccia a faccia), la scissione interna al centrodestra, l'immobilismo della giunta degl'ultimi 2 anni e la scesa in campo del Presidente Operaio (che da solo ha perso 25.000 voti) non hanno di certo giovato alla possibile rielezione della sindachessa: credo che ad abbandonare il Cavaliere siano stati gli elettori cattolici, disgustati dallo scandalo Ruby e trovando nel cosiddetto Terzo Polo qualcuno che potesse rappresentarli meglio, oltre a gente disillusa, stanca di essere presa in giro, e che in questi anni ha visto dietro le bugie sparse ai quattro venti.
 
Manca ancora un passo, non piccolo ma nemmeno enorme, 2 punti percentuali da recuperare tra gli esclusi, per guidare una svolta storica: la sinistra al comando della città da quando l'Unto dal Signore è sceso in campo; e poi si vedrà davvero se la sinistra che ha scelto il proprio candidato dal basso, con uno strumento fortemente democratico, sarà in grado di portare la Metropoli Nebbiosa pronta al suo esame più importante, esame per cui è in forte ritardo e per cui non si ha più tempo da perdere: l'Expo

martedì, luglio 27, 2010

Lunga Vita a Nebbia

Nebbia
Settimana scorsa Nebbia se ne è andato, dopo 11 lunghi anni di convivenza; l'abbiamo perso per colpa di un veleno, forse perché si è mangiato un'esca per topi, forse perché si è mangiato un topo avvelenato, forse perché qualcuno ha deciso che era troppo fastidioso nel cortile di mio papà e ha pensato bene di eliminarlo, ipotesi a cui, forse, non avremo mai risposta.
Faceva parte della nostra famiglia, è stato tra i più longevi felini che hanno abitato la nostra casa, e per quanto piccolo era un elemento importante (almeno per me) nei nostri rapporti e nelle nostre chiacchiere; era il mio gatto, anche se lui aveva scelto mio papà come padrone, lo seguiva ovunque andasse, dormiva con lui, passavano intere giornate l'uno accanto all'altro.
Da buon Certosino era permaloso e attaccabrighe, oltre ad essere stato un grande cacciatore (ricordo ancora quando ha preso un piccione ancora quando abitavamo nella vecchia casa, o più di recente quando si è portato in camera una tortora), però era anche molto affettuoso e si accoccolava tranquillo in grembo a sonnecchiare e fare le fusa. Tutto quello che ora mi resta sono due cicatrici, una praticamente invisibile di quando sono andato a recuperarlo dalla vecchia casa, per portarlo alla nuova casa dei miei, l'altra è un segno che mi ha lasciato un Natale, più qualche foto ed un sacco di ricordi.

Sappilo gattaccio, ci mancherai.

venerdì, giugno 11, 2010

Tu Non Ci Sei

Ti porterei nel vento
E la tua mano scivola
Un nome poi ti inventerò
Posso chiamarti nuvola

E intanto guardo che ora è
Sarà lontano il cielo?
Fantasticando con l'armonia
Dei tuoi capelli riprendo il volo.

(Da Nuvola di Zucchero)

Scusa il ritardo...

giovedì, febbraio 25, 2010

Un Punto sul Canestro

Marzo è alle porte e con esso inizia a sentirsi l'odore della primavera e della lunga rincorsa per un posto ai play-off, mentre la scorsa domenica si è disputata la finale per l'assegnazione della Coppa Italia in quel di Avellino.
Con un campionato falsato in testa, dove Siena domina incontrastata e si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, e in coda, dove la squadra di Napoli fa giocare gli Under 19 che con tutta la buona volontà non sono in grado di competere col pur basso livello delle altre squadre, si è sperato che nella Final 8 organizzata in Irpinia ci fosse qualche scossa, qualche sorpresa, che i signori e padroni del basket italiano facessero un passo falso: 30 punti di scarto a Montegranaro, altri 30 a Biella, gusto una decina alla Virtus Bologna in finale, dove quantomeno gli uomini di Lardo hanno retto e portato a casa una sconfitta onorevole, dopo aver eliminato ai quarti la rivelazione dell'anno (Caserta), e in semifinale i padroni di casa.

Non mi avventuro in un commento più approfondito e dettagliato, per il semplice motivo che ho seguito la Coppa Italia con giusto un mezz'orecchio, mentre ero impegnato in altro, per cui qualsiasi analisi che vada oltre la lettura dei tabellini sarebbe infondata e supponente: così evito anche di commentare l'uscita ai quarti dell'Olimpia (contro Avellino), anche perché non c'è molto da dire a riguardo; 4 punti di scarto e una partita brutta (non l'ho vista, ma mi fido di chi invece le ha seguite) che non giustificano il fallimento del secondo obiettivo stagionale.

In effetti la stagione dell'Olimpia fino ad ora non ha portato a grandi risultati: fuori dall'Eurolega al primo turno, con solo 3 vittorie in un girone obiettivamente più abbordabile rispetto allo scorso anno, fuori ai quarti di una coppa Italia conquistata comunque senza troppi patemi, visto che in campionato la squadra di Bucchi è seconda con ben 12 vittorie all'attivo (contro le 9 dello scorso anno) a pari merito con Caserta (vera rivelazione del campionato), vittorie che di certo non sono merito dell'allenatore, che nonostante un anno e mezzo non è ancora riuscito a dare un gioco o un'identità a questa Milano, ma piuttosto merito del maggior talento a disposizione che ha permesso di vincere quelle partite punto a punto che il campionato scorso si sono perse. Comunque nulla è ancora deciso, a parte la sconfitta di domenica prossima contro la Menssana, nella speranza che i giocatori si guardino negli occhi e decidano di giocare a basket come si conviene.

Tutt'altro discorso merita invece l'inizio della Bronze League del ForumOlimpia Team, che giusto ieri sera hanno conquistato una bella vittoria, portandosi così ai piani alti della classifica con 4 vittorie e 2 sconfitte: merito sicuramente delle nuove tenute da gioco, dei nuovi schemi, ma credo soprattutto alla voglia di giocare e divertirsi assieme che ci fa provare a coinvolgere di più i compagni e ad essere più aggressivi in difesa; continuiamo a fare gli stessi errori da entrambe le parti del campo, ma la voglia di giocare ci porta a sopperire le nostre mancanze con energia. Personalmente sono soddisfatto, sto giocando bene nei pochi minuti in cui vado in campo e riesco ad essere utile alla squadra, soprattutto in difesa.

mercoledì, febbraio 17, 2010

La Nostra Milano: Il Bike Sharing

"Grazie al nuovo servizio BikeMi, nato nel dicembre 2008, i cittadini hanno a disposizione 100 stazioni dove noleggiare 1400 biciclette." Così comincia il paragrafo dedicato al bike sharing, iniziativa che milano ha accolto con un gran sorriso e che sta utilizzando davvero come un alternativo mezzo di trasporto pubblico, e per questo che l'amministrazione è orgogliosa e riporta vari dati sull'uso della bici; bravi ad aver dato un'altra dimensione al trasporto pubblico, bravi ad averla pubblicizzata e spinta a dovere, meno bravi se si va a vedere quello che sul libretto non hanno scritto. Cercando informazioni un po' più dettagliate su come funziona e su come si usa, ho scoperto quella che è una grossa mancanza del progetto Bike Sharing, che è ben evidente ed in neretto: dove sono i 50 Km di piste ciclabili? ma soprattutto alla luce di questo articolo ci saranno mai?

Quello delle piste ciclabili è un problema che la Metropoli Nebbiosa si trascina da decenni, problema che in una città ed in una nazione in cui si è dato un fortissimo sviluppo al trasporto motorizzato non ci si è mai dati la pena di risolverlo, e che la tiene ancora a distanza dal resto dell'Europa, dove invece al trasporto in bici viene dato uno spazio più ampio; basti pensare che una città come Monaco di Baviera sviluppa 350 Km di piste ciclabili... eppure Milano è la prima in Italia per Kilometri sviluppati (mi pare circa un centinaio).

Ad essere onesti, girando per la città, delle nuove piste ciclabili sono state fatte: dall'ingresso del Centro Saini, lungo via corelli e viale Argonne fino a piazza indipendenza, da piazzale Maciachini verso il parco Nord, l'ultima che ho visto (una striscia di vernice gialla e il segno della bici) a costeggiare via Mascheroni nel tratto tra via Pagano e via Pallavicino, quindi non si può dire che il comune non si sia impegnato nella realizzazione di percorsi utilizzabili solo da chi pedala, però è carente nella costruzione di una rete, di un sistema di piste connesse tra di loro che ti permettano di arrivare non dico ovunque, ma almeno di raggiungere i vari quartieri e connetterli tra loro; volendo un embrione di rete si può impostare con poca fatica, prendendo come centro il Parco Sempione (che per tre quarti è circondato da una pista ciclabile), utilizzando come assi le due piste già esistenti, e tracciandone una terza lungo l'asse di corso Sempione, per giungere fino al monte Stella e poi oltre, al Gallaratese e quartieri limitrofi. Finché verranno disegnate e costruite piste che nascono nel nulla, ma soprattutto muoiono nel "nulla" non si riuscirà mai a dare una svolta al trasporto su due ruote

Poi bisognerebbe insegnare ai ciclisti ad utilizzare le piste, ma questo è un altro discorso.

giovedì, febbraio 11, 2010

L'altra parte del cielo

L'anno nuovo, per me, è cominciato con la visione di una storia appassionante e per certi versi unica, la biografia di una donna unica che gli Stati Uniti hanno amato, una donna forte, ricca di personalità e di spirito di avventura, che si è fatta rispettare in un mondo ancora dominato dagli uomini.

Amelia è la storia di Amelia Elhart, la prima donna ad aver sorvolato l'Atlantico in solitaria, l'anima negli anni '30 del volo al femminile, promotrice della parità dei diritti tra piloti e pilotesse; una figura particolare e storica per quello che riguarda l'aviazione, ma è soprattutto una finestra sulla sua vicenda sentimentale, sul su matrimonio e sul contrasto tra essere la donna libera che inanella impresa dietro impresa e una moglie nel ruolo inteso all'epoca. Un film che ho voluto vedere per la mia immensa passione per il volo, gli aerei e quanto riguarda l'aeronautica, ben sapendo di andare a vedere una pellicola impostata per essere una commedia romantica, genere che detesto e che evito per quanto mi sia possibile; ma Amelia è davvero una grande storia che merita un sacrificio del genere.

Grazie alla splendida compagnia in cui ero, ho potuto apprezzare appieno e fino in fondo la bellezza della storia tra Hillary Swank (nella parte di Amelia) e Richard Gere (nella parte del marito), storia che decolla praticamente subito (letteralmente) e che non atterra se non bruscamente a Howland Island, seguendo quella che è stata la vita pubblica e privata di Amelia, in alcuni punti struggente, ammirevole e appassionante; non nascondo che mi sono emozionato, che mi sono fatto trasportare dalla storia, rimanendone estasiato, anche se ho avuto l'impressione che alcune parti siano state un po' tagliate con l'accetta e che il film vero sia più lungo di quanto sia stato passato nelle sale. Un film che merita di essere visto ed acquistato nel momento in cui uscirà in DVD... non da soli. 4 Stelle

mercoledì, febbraio 10, 2010

Na'vi in 3 dimensioni

Durante il periodo di silenzio ho avuto modo di vedere ad apprezzare l'ultima opera di James Cameron, il film che ha tenuto lontano il regista di Titanic per almeno una quindicina d'anni, Avatar: Tanta attesa, molta pubblicità, un trailer veramente ben fatto e convincente e soprattutto l'utilizzo di speciali macchine da ripresa (praticamente dei prototipi) per quella che è la vera "novità" del cinema odierno, ossia la visione tridimensionale.

Tralasciando la trama il cui filo narrativo è in tutto e per tutto un clichè, anche se non uno dei più usati (giusto per fare qualche esempio: Pocahontas, Indio, Soldato blu) quello che colpisce è l'impatto e la forza visiva che Cameron mette nel film, roba da lasciarti con la bocca aperta e tenerti incollato alla poltrona per le oltre 2 ore che dura la proiezione; cosa che in 3D si nota molto di più, soprattutto perché gli effetti tridimensionali sono stati usati per le piccole cose, che quasi non si notano: le foglie spostate dal vento, la cenere che cade, alcuni effetti di profondità in certi dialoghi sono realizzati con tale cura da non risultare a meno di concentrarsi. Però mi domando: per ottenere la stessa qualità visiva era davvero necessaria la realizzazione degli effetti in 3 dimensioni?

La visione in 3D non è proprio una novità: ci avevano già provato con Lo Squalo 3-D, nei lontani anni '80 (sigh), ma per parecchio tempo era stato accantonato tutto; Ora, dato che di storie originali se ne vedono sempre meno, che sempre più spesso si traducono in film libri di (dubbio) successo, fumetti, videogiochi, che l'unico impulso davvero creativo viene dalle grandi case di animazione (digitale e non), per portare nuovamente la gente al cinema si è ripreso in mano quella tecnologia che 25 anni fa sembrava fantascienza; ma la mia impressione è che si possono ottenere gli stessi risultati senza necessariamente ricorrere al tridimensionale e Avatar, visto sia in maniera classica che con gli occhialoni, mi ha dato una dimostrazione tangibile del mio pensiero.

Una nota a parte la meritano Sigourney Weaver, sempre splendida e bravissima, Sam Worthington (nelle sue parti da umano), e Stephen Lang (il colonnello) per la grande profondità nell'interpretazione.

Nonostante la doppia visione, Avatar raggiunge soltanto le 3 Stelle.

mercoledì, febbraio 03, 2010

Si Ricomincia

Dopo una lunga pausa, eccomi di nuovo a voi, miei lettori, per riprendere ad annotare i miei pensieri sul mondo e non solo. Molto onestamente, mi è un po' mancata la voglia di scrivere, e mi sono fatto prendere da un periodo di pigrizia, nonostante abbia fatto e visto parecchie cose, ma ve ne parlerò nei prossimi giorni; non mi sono nemmeno dimenticato delle tradizioni, e anche quest'anno ho portato il giusto tributo al giorno del mio congedo, analizzando l'anno passato e ponendo i buoni propositi per l'anno in corso

Anno 2009: Giudicare l'anno appena trascorso si è rivelato molto più difficile di quanto pensassi, perché se per certi versi è stato quasi immobile, per altri mi ha dato tanto e ho imparato tanto; ho lavorato bene, ho conosciuto nuove persone, ho approfondito amicizie, ho scoperto una persona splendida, ho avuto buone cose dal basket e dal gioco di ruolo, ho cominciato a collaborare alla stesura di un fumetto, insomma è stato un anno pieno di belle cose... Eppure c'è qualcosa che non mi fa dire che è stato un anno positivo, l'impressione è che sia stato una routine, pieno di cose belle ma nessuna veramente esaltante, probabilmente  perché tutte queste belle cose sono ancora in sospeso, stanno succedendo anche ora, e ancora non ne ho colto i frutti.

Anno 2010: Il 2010 è cominciato in altalena, con giorni buoni alternati a giorni pessimi, ma tutto sommato sta ancora andando bene, vedremo nei prossimi mesi che piega prenderà; francamente non so che chiedere ai mesi prossimi, se non le solite cose e i buoni propositi che riciclo di anno in anno sembrano sempre rimanere tali ogni anno (però rispetto a qualche anno fa sono migliorato), ma di una cosa sono sicuro: quest'anno devo affrontarlo con più coraggio, coraggio che spesso non ho, che ancora più spesso cerco e non trovo.
Sono un fifone, non ho problemi ad ammetterlo, e spesso mi nascondo; ho imparato che i problemi si affrontano, che scappare non serve perché ti inseguono e nel momento in cui ti fermi loro sono ancora lì, a tormentarti, ma per affrontarli bisogna avere la forza di guardarli negli occhi... e a volte questa forza mi manca. Finora mi è andata sempre bene, alla fine le cose sono sempre andate a posto, ma non posso impiegare mesi prima di affrontare una questione (anche spinosa); per questo ho deciso di farmi un po' di violenza e prendere gli avvenimenti di petto, senza esitazione, con coraggio e determinazione nell'affrontarli, so che non sarà facile ma è necessario, perché altrimenti il rischio sta nel farsi travolgere dagli eventi e non essere poi in grado di riprendersi.

D'altra parte la vita va affrontata con coraggio, ed è bene che cominci a farlo anch'io.

martedì, dicembre 01, 2009

Messaggio Promozionale


If you change your mind
I'm the first in line
honey I'm still free
take a chance on me
if you need me
let me know
gonna be around
if you got no place to go
when you're feeling down

(Tratto da Take a Chance on me degli ABBA)