mercoledì, novembre 27, 2013

Un Nuovo Inizio

Ebbene sì, è passato più di un anno dall’ultima volta che ho scritto qualcosa su questo diario. Ancora una volta i buoni propositi sono caduti nel vuoto, disattesi, ancora una volta mi sono fatto trascinare dagli eventi e non mi sono occupato di questo spazio per me, in qualche modo, importante; ed è stato un anno pieno di avvenimenti, di cose da raccontare, di pensieri… ma anche di cambiamenti, di decisioni e di sacrifici.
Anzitutto, dopo 38 anni di vita, ho abbandonato la Metropoli Nebbiosa e mi sono trasferito a Lodi, chiudendo così un coinquilinato durato 12 anni, un cambio radicale motivato dal voler vivere assieme alla mia metà in una casa che fosse tutta nostra. La scelta è ricaduta sulla piccola città spersa nella campagna (?) lombarda perché è ben collegata a Milano, il prezzo medio degli affitti è abbordabile, ma soprattutto sono più vicino alla casa di mio padre, nel caso avesse bisogno di aiuto. Non ho risentito ancora del cambiamento, sarà perché il mio interesse è ancora puntato verso quell’agglomerato urbano che mi ha visto nascere e crescere, sarà che in fondo non sono ancora così distante da perderne totalmente il ritmo e le tracce, sarà che comunque a Milano per qualche motivo ci devo sempre andare e il suo tocco rimane sempre con me, anche se di striscio, anche se di sfuggita. Poi, da grande amante dei gatti qual sono, ho fatto il volontario in un canile, ad aiutare la mia metà ad accudire e curare quei quattro zampe non troppo fortunati; è stata un’esperienza formativa che mi ha dato molto, a cominciare dal superare una mia (piccola) paura nei confronti dei cani: Per fortuna (dei cani soprattutto) i nostri amici sono stati trasferiti a Modena in una struttura molto più accogliente, seppur sempre un canile, e io e la mia metà siamo alla ricerca di un altro canile in cui prestare servizio.Poi ci sarebbe da parlare delle Frecce Tricolori viste a Jesolo, dell’Adunanza, di Caruana, dell’Olimpia, della situazione politica al limite del ridicolo, e di altre mille cose… sarà il caso di arrotolare bene le maniche e rimettersi al lavoro su questo diario.

domenica, novembre 04, 2012

Ritorno alle 64 case

Ci sono passioni che nascono, le segui per un po', si assopiscono, ogni tanto si fanno rivedere ma non le prendi mai realmente in considerazione, e poi un giorno ritornano con tutta la forza che avevano allora, quando si erano presentate per la prima volta: merito di una notizia, di un personaggio, di un evento, a volte solo di un cartellone appiccicato per strada, o una vetrina in cui qualcosa richiama quell'attività a cui hai dedicato giorni, mesi, a volte anni, e che per i più svariati motivi hai lasciato perdere; a volte è solo un pensiero, una curiosità, una voglia di sapere come sta andando quel mondo che si è vissuto per qualche tempo, e ci si rimane nuovamente invischiati. Ed è proprio per curiosità che mi sono riavvicinato ad una vecchia passione, gli scacchi.

La prima volta è successa fin troppo tempo fa, ad una festa dei Navigli, una dimostrazione di gioco da parte di un maestro della S.S. Milanese, la scoperta di un luogo dove poter praticare uno dei più affascinanti ed antichi giochi, la passione che cresce, la partecipazione ad un torneo, le persone conosciute e le partite... poi la mia frequenza si è affievolita, ho smesso, ho avuto altri pensieri ed altre passioni, però ogni tanto ci tornavo, ogni tanto coglievo l'occasione di una partita (ultimamente contro il MacMini), ma tutto finiva lì, senza alcun ritorno per una fiamma non estinta, ma che rimaneva a covare sotto le ceneri; fiamma che ora si è ravvivata, ed anche se non è ancora forte , anche se è soltanto un piccolo lembo arancione, porta ad informarsi, a seguire, a pensare di rimettersi "in forma" e riprovare ad assaporare quelle sensazioni vissute tanto tempo fa.

A scatenare la scintilla? La scoperta di un Italiano tra i primi nel mondo, scelto dal Presidente della FIDE (la federazione internazionale degli scacchi), per partecipare ad una serie di tornei che qualificano per il Torneo dei Candidati del 2014, ossia per avere la possibilità di sfidare il Campione del Mondo per il titolo! Campione del mondo che potrebbe non essere l'indiano Anand, appena riconfermatosi questa primavera, in quanto già il prossimo anno è previsto un Torneo dei Candidati (a Londra, marzo 2013) ed una sfida mondiale intorno a Novembre 2013. Un Italiano che ha soltanto 20 anni, in rapida ascesa nelle classifiche (5° nella lista Elo di Novembre) e che ormai staziona ai più alti livelli degli scacchi mondiali: Fabiano Caruana.

L'Italiano d'america (nato a Miami da mamma Italiana e padre italo-americano) è la punta di diamante del movimento scacchistico Italiano e potrebbe portare l'attenzione della gente ad uno sport che ti obbliga a pensare, a spremere le meningi, a comprendere la tattica, a vagliare soluzioni ed applicare quella che si ritiene la migliore; già un po' di attenzione, quantomeno per gli appassionati, l'ha calamitata con le sue vittorie e le sue partecipazioni ai tornei più prestigiosi. Altra attenzione la calamiterà se, primo tra gli italiani, si qualificherà per il Torneo dei Candidati, impresa che è alla sua portata e che comincerà in Uzbekistan nel secondo torneo del Gran Prix (dal 21 Novembre al 5 Dicembre).

Nel frattempo mi è ripreso il ghiribizzo degli scacchi, con l'idea di tesserarmi alla federazione e giocare qualche torneo... Non sono sicuro, rimettersi in pista vuol dire sacrificare tempo ed energie allo studio del gioco, alle aperture, ai finali, ad analizzare partite e partite per imparare dagli errori (i propri e quelli altrui), non so se ho la possibilità di dedicarmici come si dovrebbe, per cui per il momento rimango a guardare, tifando per il nostro Caruana.

mercoledì, febbraio 29, 2012

Ebb and flow

Erano mesi che cercavo il momento per scrivere un articolo sul mio sport preferito, alla ricerca di un appiglio, un punto fermo su cui poggiarmi per dare il giusto avvio ad un discorso, ma un po' gli eventi, un po' la pigrizia, un po' l'instabilità di questa squadra mi hanno portato a scrivere ora, a 8 mesi (e passa) di distanza.
Stasera l'Olimpia ha concluso la sua esperienza europea sconfiggendo i turchi dell'Ulker sul parquet amico del Forum, dando soprattutto una dimostrazione di gioco e coesione che finora si era vista soltanto in piccole dosi sparse per tutta la stagione; vittoria inutile dal punto di vista della classifica e del passaggio ai quarti di finale per l'Eurolega, utile per quanto riguarda il gruppo, il gioco espresso e sostanzialmente la chimica di questa squadra, che dopo tanto penare sembra finalmente aver trovato la sua dimensione. Bisogna dire che di sconvolgimenti ce ne sono stati, a cominciare dall'arrivo di giocatori di primo piano come Fotsis, Cook e Nicholas, oltre che un allenatore di fama come Scariolo, il ritorno a tempo determinato di Gallinari, la costruzione di una squadra organica nei suoi elementi e piena di talento e classe, ma questo può solo parzialmente giustificare il continuo altalenare tra vittorie convincenti ed inusitate sconfitte, come quella contro il Partizan Belgrado lasciandosi recuperare ben 21 punti di scarto; purtroppo in tutti questi mesi di stagione l'Olimpia ha continuato ad alternare momenti di grande classe ad altri in cui sembrava composta da gente scappata di casa e che per caso si ritrova assieme per giocare a basket, spesso anche all'interno della stessa partita, un sali e scendi di attenzione che spesso ha portato al limite della sconfitta o a rimediare una vittoria in extremis: black-out come quello citato sopra sono un problema soprattutto di testa, di concentrazione che se ne va a donnine di facili costumi, prima ancora che tecnico.
Ma la partita di stasera è un bel segnale in positivo, la testa era ben dentro il gioco, mentalmente non abbiamo mollato mai, e per quanto la vittoria fosse fine a se stessa l'abbiamo comunque portata a casa, ed anche con un bel risultato, a dimostrazione che con un filo in più di impegno avremmo anche potuto ottenere la qualificazione ai quarti e la possibilità (remota) di staccare un biglietto per Istambul; ora l'obiettivo è il campionato, in cui possiamo arrivare a giocare una finale equilibrata, anche perché la grande dominatrice di questi anni fa un po' meno paura.

venerdì, giugno 10, 2011

Ricorrenze

Envy will hurt itself
Let yourself be beautiful
Sparkling love, flowers
And pearls and pretty girls
Love is like an energy
Rushin' rushin' inside of me

The power of love
A force from above
Cleaning my soul
Flame on burn desire
Love with tongues of fire
Burns the soul
Make love your goal




(Tratto da The Power of Love dei Frankie Goes to Hollywood)


E anche quest'anno è passato...

Un Atomo da Paura

Qualche giorno fa, sfogliando il sito del Corriere, mi sono imbattuto in una notizia molto molto interessante, e a cui non è stata data la giusta rilevanza: Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato la completa rinuncia all'energia prodotta dalle centrali nucleari tedesche (L'articolo è qui). Leggendo e cercando altre notizie su questa importante scelta, ho scoperto che anche la Svizzera ha deciso di fermare le proprie centrali nucleari, o meglio di esaurirne il ciclo produttivo e non rinnovarne gli impianti, decretando di fatto il loro spegnimento.

Quello sul nucleare è un dibattito che per molto tempo non ci ha riguardato e che invece è tornato in auge negl'ultimi tempi, a causa della scelta del nostro illuminato governo di tornare a guardare all'atomo come fonte di energia; decisione che il popolo italiano (o almeno una parte) ha contestato e contesta tutt'ora, e per la quale è stato indetto un referendum (a cui si andrà a votare domenica e lunedì prossimi);
Devo dire che 3 anni fa, quando il Presidente Operaio aggiunse la costruzione di nuove centrali nel suo programma elettorale, l'idea non mi sembrava malvagia... D'altra parte dalla scissione dei nuclei si può ottenere una quantità spaventosa di energia, il che avrebbe significato la possibilità di non ritrovarsi al buio perché in Francia (primo "importatore") c'è stato un problema alla rete di distribuzione, e con impianti nuovi il rischio di incidenti, perdite o inquinamento radioattivo sarebbe stato minimo se non nullo... peccato che mi fossi dimenticato del 1986, e delle conseguenze che il territorio attorno a Chernobyl paga ancora adesso.Conseguenze che ora pagheranno anche in Giappone, dopo il disastro di Fukushima, dopo un terremoto di proporzioni inaudite (8.9 della scala richter)

Ora, sicuramente le proteste e le manifestazioni anti-nucleare che hanno coinvolto tutta Europa a seguito di ciò che è accaduto in europa hanno influenzato le scelte di queste due nazioni che ci sono vicine, ma credo anche che a decidere per una svolta ci siano altri fattori, a cominciare da un forte sviluppo di tutte quelle fonti alternative da cui ricavare energia: sole, vento, maree (le centrali idroelettriche non le includo poiché vengono fin troppo utilizzate), oltre a nuove ricerche per migliorare i consumi e diminuirli mantenendo la stessa resa, oltre al non dover risolvere il problema delle scorie, il loro stoccaggio e il deposito, e i costi di manutenzione di impianti anche moderni, ma che accusano comunque l'usura del tempo; e per questo che spero che gli italiani a questo referendum si esprimano nuovamente contro il nucleare.

un ultimo appunto all'articolo del corriere: "La Germania sarà infatti la prima potenza industriale a rinunciare all'energia nucleare." A me risulta che nel 1986 fu votato un referendum che abrogò dall'Italia l'energia nucleare, e che nonostante gli impegni del Presidente Operaio ad oggi di tutta l'energia elettrica prodotta in Italia non ne derivi dall'atomo nemmeno una goccia; il che significa che il giornalista non considera la nostra nazione una potenza industriale... il che è strano, perché allora non vedo giustificazione del nostro coinvolgimento nel G8 (un tempo G7) che mi pare fosse nata come un incontro tra le nazioni Industrializzate... pregherei un po' di attenzione, quando si scrivono degli articoli

domenica, giugno 05, 2011

Titoli e Traduzioni

Da circa un paio di settimane è disponibile in tutte le librerie Piccoli Dei, traduzione del romanzo Small Gods, tredicesimo romanzo ambientato nel Mondo Disco, invenzione di quel genio della letteratura Fantasy che risponde al nome di Terry Pratchett; protagonista è Brutha, novizio della chiesa di Om, che suo malgrado si ritrova a dover fare i conti con l'incarnazione del suo Dio e a farne da portavoce, o meglio a divenire il profeta... se non fosse che Om gli si manifesta in forma di tartaruga. Da qui il romanzo (che io ho letto in lingua originale anni fa) si dipana nello stile ironico di Pratchett, andando a colpire un tema delicato come la Fede, i dogmi e le religioni, una lettura che io consiglio a tutti perché l'autore è uno dei migliori in circolazione, la storia in sé è decisamente interessante e se si legge con accortezza si possono trovare spunti di riflessione molto molto importanti (per maggori dettagli, cliccate).

Peccato che nelle librerie non lo troverete col titolo da me indicato, ma con un singolare Tartarughe Divine,  che mi ha lasciato molto perplesso: ora, capisco che il lavoro del traduttore non è dei più semplici, soprattutto quando si deve affrontare il lavoro di un "giocoliere lessicale" che per costruire la giusta ironia usa fino in fondo la propria lingua, per cui comprendo e anzi plaudo per lo sforzo chi si è prodigato a riportare se non in una traduzione letterale quantomeno in un traslato sensato l'opera del Mondo Disco, però ci sono dei limiti: e mi chiedo perché un titolo "facile" da tradurre sia stato sostituito con una pura invenzione, per quanto attinente al romanzo, e che ha un senso una volta letto; non è la prima volta che un titolo viene alterato, ma finora quando è successo, una parvenza di giustificazione l'ho sempre trovata, e poi alcune alterazioni erano necessarie, ma questa a mio avviso no. Posso capire Stelle Cadenti (Moving Pictures, Immagini in movimento) che non era traducibile in modo sensato, approvo a pieni voti Il Tristo Mietitore (Reaperman, Il Mietitore), ringrazio per Streghe all'Estero (Witches Abroad), ma sinceramente non riesco a comprendere cosa abbia spinto l'editore a scegliere un titolo completamente diverso dall'originale, soprattutto perché non vedo ne difficoltà linguistiche, ne motivazioni letterarie o commerciali.

E questa ampia libertà un po' mi spaventa per i prossimi romanzi (che mi auguro con tutto il cuore vengano tradotti e pubblicati): Quale sarà il titolo di Lord and Ladies (Signore e Signori? Dame e Gentiluomini?)? E la traduzione di Interesting Times ( Tempi interessanti? Il titolo qui è importante)? Ma soprattutto, quale sarà il titolo di uno dei capolavori di Terry Pratchett, Soul Music (Musica dell'Anima? Lo spero vivamente)? E mi fermo qui, poiché l'opera non tradotta è ancora tanta.

lunedì, maggio 30, 2011

Per Giuliano

Per Giuliano che compare giù
E Letizia non esiste più
É Giuliano che ci aiuterà
Governerà Milano, in Europa ci porterà

Odia gli stupidi,
Aiuta i deboli,
Dal PidiElle ci difenderà,
Lui si sacrifica, 
Lo sa che è l'ultima
Speranza per la sinistra

Il Centrodestra via
Dalla Milano mia
Togli le zampe o ce le lascerai
Ti spacca in quattro lui, 
Ci fa una croce su
E tu non ci sei più.

Per Giuliano che compare giù
E Letizia non esiste più
É Giuliano che ci aiuterà
Non si arrende mai è troppo forte
Non è nato ancora chi lo batterà

(Da canticchiare sulle note di Daltanius)


Aggiunta del 3 Giugno:
Passato il momento di euforia per quella che ritengo sia una svolta storica per questa città in cui sono nato, cresciuto e che attualmente mi vede tra i suoi abitanti, passiamo ad un'analisi "a mente fredda" di quello che è accaduto in questa tornata elettorale; un dato è certo, i milanesi (e più in generale, l'Italia) è stanca del centrodestra, non ne può proprio più, e lo ha dimostrato scegliendo a sindaco il candidato dell'opposizione, un uomo che è stato collocato più a sinistra del Partito Democratico, un uomo (come mi ricorda un amico emiliano) che gli stessi vertici del PD non appoggiavano fino a 6 mesi fa: un uomo che però ha convinto scendendo in piazza, parlando con la gente, ascoltando dai cittadini quali sono i problemi di questa città e promettendo delle soluzioni.


Ora è tempo di rimboccarsi le maniche, perché da fare ce ne fin troppo: spingere l'acceleratore sul Bike Sharing, creare una rete di piste ciclabili (collegando tra di loro quelle esistenti... sarebbe già un gran passo avanti), ridurre il livello di inquinamento dell'aria milanese, ma soprattutto recuperare il tempo perduto per l'Expo, che sarà fondamentale per portare Milano al pari del resto d'Europa (e magari trascinare il resto d'Italia con sé); per fortuna non dovrà occuparsi delle 2 nuove linee metropolitane, dato che in extremis è stato dato il via libera anche ai lavori della linea 4 , e quelli della linea 5 procedono a passo spedito.


In ultimo volevo ringraziare la sindachessa, per aver fatto in questi ultimi 60 giorni quello che non ha fatto in 3 anni (ossia dalla conquista dell'Expo), ha sicuramente ridato una spinta ai lavori per la città, ma un pò troppo tardi.