mercoledì, febbraio 29, 2012

Ebb and flow

Erano mesi che cercavo il momento per scrivere un articolo sul mio sport preferito, alla ricerca di un appiglio, un punto fermo su cui poggiarmi per dare il giusto avvio ad un discorso, ma un po' gli eventi, un po' la pigrizia, un po' l'instabilità di questa squadra mi hanno portato a scrivere ora, a 8 mesi (e passa) di distanza.
Stasera l'Olimpia ha concluso la sua esperienza europea sconfiggendo i turchi dell'Ulker sul parquet amico del Forum, dando soprattutto una dimostrazione di gioco e coesione che finora si era vista soltanto in piccole dosi sparse per tutta la stagione; vittoria inutile dal punto di vista della classifica e del passaggio ai quarti di finale per l'Eurolega, utile per quanto riguarda il gruppo, il gioco espresso e sostanzialmente la chimica di questa squadra, che dopo tanto penare sembra finalmente aver trovato la sua dimensione. Bisogna dire che di sconvolgimenti ce ne sono stati, a cominciare dall'arrivo di giocatori di primo piano come Fotsis, Cook e Nicholas, oltre che un allenatore di fama come Scariolo, il ritorno a tempo determinato di Gallinari, la costruzione di una squadra organica nei suoi elementi e piena di talento e classe, ma questo può solo parzialmente giustificare il continuo altalenare tra vittorie convincenti ed inusitate sconfitte, come quella contro il Partizan Belgrado lasciandosi recuperare ben 21 punti di scarto; purtroppo in tutti questi mesi di stagione l'Olimpia ha continuato ad alternare momenti di grande classe ad altri in cui sembrava composta da gente scappata di casa e che per caso si ritrova assieme per giocare a basket, spesso anche all'interno della stessa partita, un sali e scendi di attenzione che spesso ha portato al limite della sconfitta o a rimediare una vittoria in extremis: black-out come quello citato sopra sono un problema soprattutto di testa, di concentrazione che se ne va a donnine di facili costumi, prima ancora che tecnico.
Ma la partita di stasera è un bel segnale in positivo, la testa era ben dentro il gioco, mentalmente non abbiamo mollato mai, e per quanto la vittoria fosse fine a se stessa l'abbiamo comunque portata a casa, ed anche con un bel risultato, a dimostrazione che con un filo in più di impegno avremmo anche potuto ottenere la qualificazione ai quarti e la possibilità (remota) di staccare un biglietto per Istambul; ora l'obiettivo è il campionato, in cui possiamo arrivare a giocare una finale equilibrata, anche perché la grande dominatrice di questi anni fa un po' meno paura.

venerdì, giugno 10, 2011

Ricorrenze

Envy will hurt itself
Let yourself be beautiful
Sparkling love, flowers
And pearls and pretty girls
Love is like an energy
Rushin' rushin' inside of me

The power of love
A force from above
Cleaning my soul
Flame on burn desire
Love with tongues of fire
Burns the soul
Make love your goal




(Tratto da The Power of Love dei Frankie Goes to Hollywood)


E anche quest'anno è passato...

Un Atomo da Paura

Qualche giorno fa, sfogliando il sito del Corriere, mi sono imbattuto in una notizia molto molto interessante, e a cui non è stata data la giusta rilevanza: Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato la completa rinuncia all'energia prodotta dalle centrali nucleari tedesche (L'articolo è qui). Leggendo e cercando altre notizie su questa importante scelta, ho scoperto che anche la Svizzera ha deciso di fermare le proprie centrali nucleari, o meglio di esaurirne il ciclo produttivo e non rinnovarne gli impianti, decretando di fatto il loro spegnimento.

Quello sul nucleare è un dibattito che per molto tempo non ci ha riguardato e che invece è tornato in auge negl'ultimi tempi, a causa della scelta del nostro illuminato governo di tornare a guardare all'atomo come fonte di energia; decisione che il popolo italiano (o almeno una parte) ha contestato e contesta tutt'ora, e per la quale è stato indetto un referendum (a cui si andrà a votare domenica e lunedì prossimi);
Devo dire che 3 anni fa, quando il Presidente Operaio aggiunse la costruzione di nuove centrali nel suo programma elettorale, l'idea non mi sembrava malvagia... D'altra parte dalla scissione dei nuclei si può ottenere una quantità spaventosa di energia, il che avrebbe significato la possibilità di non ritrovarsi al buio perché in Francia (primo "importatore") c'è stato un problema alla rete di distribuzione, e con impianti nuovi il rischio di incidenti, perdite o inquinamento radioattivo sarebbe stato minimo se non nullo... peccato che mi fossi dimenticato del 1986, e delle conseguenze che il territorio attorno a Chernobyl paga ancora adesso.Conseguenze che ora pagheranno anche in Giappone, dopo il disastro di Fukushima, dopo un terremoto di proporzioni inaudite (8.9 della scala richter)

Ora, sicuramente le proteste e le manifestazioni anti-nucleare che hanno coinvolto tutta Europa a seguito di ciò che è accaduto in europa hanno influenzato le scelte di queste due nazioni che ci sono vicine, ma credo anche che a decidere per una svolta ci siano altri fattori, a cominciare da un forte sviluppo di tutte quelle fonti alternative da cui ricavare energia: sole, vento, maree (le centrali idroelettriche non le includo poiché vengono fin troppo utilizzate), oltre a nuove ricerche per migliorare i consumi e diminuirli mantenendo la stessa resa, oltre al non dover risolvere il problema delle scorie, il loro stoccaggio e il deposito, e i costi di manutenzione di impianti anche moderni, ma che accusano comunque l'usura del tempo; e per questo che spero che gli italiani a questo referendum si esprimano nuovamente contro il nucleare.

un ultimo appunto all'articolo del corriere: "La Germania sarà infatti la prima potenza industriale a rinunciare all'energia nucleare." A me risulta che nel 1986 fu votato un referendum che abrogò dall'Italia l'energia nucleare, e che nonostante gli impegni del Presidente Operaio ad oggi di tutta l'energia elettrica prodotta in Italia non ne derivi dall'atomo nemmeno una goccia; il che significa che il giornalista non considera la nostra nazione una potenza industriale... il che è strano, perché allora non vedo giustificazione del nostro coinvolgimento nel G8 (un tempo G7) che mi pare fosse nata come un incontro tra le nazioni Industrializzate... pregherei un po' di attenzione, quando si scrivono degli articoli

domenica, giugno 05, 2011

Titoli e Traduzioni

Da circa un paio di settimane è disponibile in tutte le librerie Piccoli Dei, traduzione del romanzo Small Gods, tredicesimo romanzo ambientato nel Mondo Disco, invenzione di quel genio della letteratura Fantasy che risponde al nome di Terry Pratchett; protagonista è Brutha, novizio della chiesa di Om, che suo malgrado si ritrova a dover fare i conti con l'incarnazione del suo Dio e a farne da portavoce, o meglio a divenire il profeta... se non fosse che Om gli si manifesta in forma di tartaruga. Da qui il romanzo (che io ho letto in lingua originale anni fa) si dipana nello stile ironico di Pratchett, andando a colpire un tema delicato come la Fede, i dogmi e le religioni, una lettura che io consiglio a tutti perché l'autore è uno dei migliori in circolazione, la storia in sé è decisamente interessante e se si legge con accortezza si possono trovare spunti di riflessione molto molto importanti (per maggori dettagli, cliccate).

Peccato che nelle librerie non lo troverete col titolo da me indicato, ma con un singolare Tartarughe Divine,  che mi ha lasciato molto perplesso: ora, capisco che il lavoro del traduttore non è dei più semplici, soprattutto quando si deve affrontare il lavoro di un "giocoliere lessicale" che per costruire la giusta ironia usa fino in fondo la propria lingua, per cui comprendo e anzi plaudo per lo sforzo chi si è prodigato a riportare se non in una traduzione letterale quantomeno in un traslato sensato l'opera del Mondo Disco, però ci sono dei limiti: e mi chiedo perché un titolo "facile" da tradurre sia stato sostituito con una pura invenzione, per quanto attinente al romanzo, e che ha un senso una volta letto; non è la prima volta che un titolo viene alterato, ma finora quando è successo, una parvenza di giustificazione l'ho sempre trovata, e poi alcune alterazioni erano necessarie, ma questa a mio avviso no. Posso capire Stelle Cadenti (Moving Pictures, Immagini in movimento) che non era traducibile in modo sensato, approvo a pieni voti Il Tristo Mietitore (Reaperman, Il Mietitore), ringrazio per Streghe all'Estero (Witches Abroad), ma sinceramente non riesco a comprendere cosa abbia spinto l'editore a scegliere un titolo completamente diverso dall'originale, soprattutto perché non vedo ne difficoltà linguistiche, ne motivazioni letterarie o commerciali.

E questa ampia libertà un po' mi spaventa per i prossimi romanzi (che mi auguro con tutto il cuore vengano tradotti e pubblicati): Quale sarà il titolo di Lord and Ladies (Signore e Signori? Dame e Gentiluomini?)? E la traduzione di Interesting Times ( Tempi interessanti? Il titolo qui è importante)? Ma soprattutto, quale sarà il titolo di uno dei capolavori di Terry Pratchett, Soul Music (Musica dell'Anima? Lo spero vivamente)? E mi fermo qui, poiché l'opera non tradotta è ancora tanta.

lunedì, maggio 30, 2011

Per Giuliano

Per Giuliano che compare giù
E Letizia non esiste più
É Giuliano che ci aiuterà
Governerà Milano, in Europa ci porterà

Odia gli stupidi,
Aiuta i deboli,
Dal PidiElle ci difenderà,
Lui si sacrifica, 
Lo sa che è l'ultima
Speranza per la sinistra

Il Centrodestra via
Dalla Milano mia
Togli le zampe o ce le lascerai
Ti spacca in quattro lui, 
Ci fa una croce su
E tu non ci sei più.

Per Giuliano che compare giù
E Letizia non esiste più
É Giuliano che ci aiuterà
Non si arrende mai è troppo forte
Non è nato ancora chi lo batterà

(Da canticchiare sulle note di Daltanius)


Aggiunta del 3 Giugno:
Passato il momento di euforia per quella che ritengo sia una svolta storica per questa città in cui sono nato, cresciuto e che attualmente mi vede tra i suoi abitanti, passiamo ad un'analisi "a mente fredda" di quello che è accaduto in questa tornata elettorale; un dato è certo, i milanesi (e più in generale, l'Italia) è stanca del centrodestra, non ne può proprio più, e lo ha dimostrato scegliendo a sindaco il candidato dell'opposizione, un uomo che è stato collocato più a sinistra del Partito Democratico, un uomo (come mi ricorda un amico emiliano) che gli stessi vertici del PD non appoggiavano fino a 6 mesi fa: un uomo che però ha convinto scendendo in piazza, parlando con la gente, ascoltando dai cittadini quali sono i problemi di questa città e promettendo delle soluzioni.


Ora è tempo di rimboccarsi le maniche, perché da fare ce ne fin troppo: spingere l'acceleratore sul Bike Sharing, creare una rete di piste ciclabili (collegando tra di loro quelle esistenti... sarebbe già un gran passo avanti), ridurre il livello di inquinamento dell'aria milanese, ma soprattutto recuperare il tempo perduto per l'Expo, che sarà fondamentale per portare Milano al pari del resto d'Europa (e magari trascinare il resto d'Italia con sé); per fortuna non dovrà occuparsi delle 2 nuove linee metropolitane, dato che in extremis è stato dato il via libera anche ai lavori della linea 4 , e quelli della linea 5 procedono a passo spedito.


In ultimo volevo ringraziare la sindachessa, per aver fatto in questi ultimi 60 giorni quello che non ha fatto in 3 anni (ossia dalla conquista dell'Expo), ha sicuramente ridato una spinta ai lavori per la città, ma un pò troppo tardi.

giovedì, maggio 19, 2011

The Wind of Change

The wind of Change
Blows straight into the face of time
Like a stormwind that will ring the freedom bell
For peace of mind
 
(Tratto da Wind of Change degli Scorpions)

Qualcosa sta cambiando. Qualcosa, in effetti, è già cambiato, anche se per essere definitivo il cambiamento deve essere confermato tra due lunedì, quando i seggi elettorali chiuderanno e si stabilirà quale sarà il vincitore della contesa per il comune di Milano. Nessuno si aspettava un risultato del genere, ossia che il candidato dell'attuale opposizione potesse essere in netto vantaggio sul sindaco uscente, ad un passo dalla vittoria, anche se, guardando i numeri non sono propenso a parlare di vittoria della sinistra, ma piuttosto di sconfitta (e anche pesante) per il centrodestra. Sconfitta che si ripercuote anche a livello dei consigli di zona, in cui la sinistra ha conquistato la maggioranza in tutte le zone, anche il centro storico, noto "fortino" del centrodestra.
 
Tenendo conto di un'affluenza alle urne sostanzialmente identica alle ultime comunali, la coalizione per Donna Letizia ha perso il 10,5% che a conti fatti risultano circa 70.000 voti, che sono andati soltanto in piccola parte verso l'altra grande coalizione che guadagna sì qualcosa, ma non molto (1,5%). Buona parte dei voti "persi" sono figli della scissione tra il Presidente Operaio e il signor Fini, oltre ad una buona percentuale di scontenti che sono confluiti sotto il simbolo del movimento creato e sostenuto da Beppe Grillo, scontenti che però arriverebbo un po' da tutte le parti: sono infatti questi 2 schieramenti a detenere la fetta maggiore dei voti che ballano, e che possono fare da ago della bilancia nel prossimo ballottaggio.
 
Di certo la campagna elettorale aggressiva (con lo "scoop" del faccia a faccia), la scissione interna al centrodestra, l'immobilismo della giunta degl'ultimi 2 anni e la scesa in campo del Presidente Operaio (che da solo ha perso 25.000 voti) non hanno di certo giovato alla possibile rielezione della sindachessa: credo che ad abbandonare il Cavaliere siano stati gli elettori cattolici, disgustati dallo scandalo Ruby e trovando nel cosiddetto Terzo Polo qualcuno che potesse rappresentarli meglio, oltre a gente disillusa, stanca di essere presa in giro, e che in questi anni ha visto dietro le bugie sparse ai quattro venti.
 
Manca ancora un passo, non piccolo ma nemmeno enorme, 2 punti percentuali da recuperare tra gli esclusi, per guidare una svolta storica: la sinistra al comando della città da quando l'Unto dal Signore è sceso in campo; e poi si vedrà davvero se la sinistra che ha scelto il proprio candidato dal basso, con uno strumento fortemente democratico, sarà in grado di portare la Metropoli Nebbiosa pronta al suo esame più importante, esame per cui è in forte ritardo e per cui non si ha più tempo da perdere: l'Expo

martedì, luglio 27, 2010

Lunga Vita a Nebbia

Nebbia
Settimana scorsa Nebbia se ne è andato, dopo 11 lunghi anni di convivenza; l'abbiamo perso per colpa di un veleno, forse perché si è mangiato un'esca per topi, forse perché si è mangiato un topo avvelenato, forse perché qualcuno ha deciso che era troppo fastidioso nel cortile di mio papà e ha pensato bene di eliminarlo, ipotesi a cui, forse, non avremo mai risposta.
Faceva parte della nostra famiglia, è stato tra i più longevi felini che hanno abitato la nostra casa, e per quanto piccolo era un elemento importante (almeno per me) nei nostri rapporti e nelle nostre chiacchiere; era il mio gatto, anche se lui aveva scelto mio papà come padrone, lo seguiva ovunque andasse, dormiva con lui, passavano intere giornate l'uno accanto all'altro.
Da buon Certosino era permaloso e attaccabrighe, oltre ad essere stato un grande cacciatore (ricordo ancora quando ha preso un piccione ancora quando abitavamo nella vecchia casa, o più di recente quando si è portato in camera una tortora), però era anche molto affettuoso e si accoccolava tranquillo in grembo a sonnecchiare e fare le fusa. Tutto quello che ora mi resta sono due cicatrici, una praticamente invisibile di quando sono andato a recuperarlo dalla vecchia casa, per portarlo alla nuova casa dei miei, l'altra è un segno che mi ha lasciato un Natale, più qualche foto ed un sacco di ricordi.

Sappilo gattaccio, ci mancherai.